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La “Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio”
è un coordinamento di numerose associazioni territoriali, nato per rispondere all’esigenza di divulgare i valori del Poverello di Assisi, attraverso il cammino a lui dedicato. San Francesco ancora prima di essere un grande santo è stato un uomo che ha saputo cambiare il mondo con la purezza della sua fede.

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Un uomo che dopo aver rinunciato ai beni materiali, diverrà una figura rivoluzionaria della Chiesa cristiana, ambasciatore di pace in Oriente, messaggero di grande benevolenza e rispetto per tutte le creature, viste ed accettate per come sono; lungimirante e precursore dei tempi nel rispetto e l’amore per l’ambiente. Il suo è stato un messaggio universale di tolleranza e di pace vera interiore ed esteriore che oggi può fare d’antidoto all'arroganza ed al protagonismo imperante in un mondo dominato dall’ingiustizia e dall’indifferenza. In un mondo guidato dall’arbitrio individualistico. La sua concezione della vita va al di là di un semplice atteggiamento religioso, si può tranquillamente definire una vera e propria filosofia. Un filosofia che la “Rete” vuole ripercorrere sulle orme del Santo d’Assisi attraverso uno dei gesti più naturali per l’essere umano: il camminare. Un modo per ritrovare la nostra identità, eliminando il superfluo, con spirito di adattamento, accettando gli imprevisti, riuscendo a vivere il presente senza fretta con la possibilità di assaggiare le bellezze che ci circondano e conoscere al meglio le comunità che ci ospitano.

Il progetto della Rete
La “Rete” si è messa gratuitamente al servizio dei pellegrini/camminatori per rendere finalmente fruibile il tratto laziale del cammino: segnalando la Via di Francesco con i classici segnavia giallo/blu, individuando e mettendo in rete le accoglienze (punti informativi, dove mangiare e dove dormire), raccontando le peculiarità storiche, artistiche, paesaggistiche e agroalimentari dei luoghi unici attraversati dal cammino.
Inoltre la “Rete” è impegnata nel sensibilizzare le comunità, le amministrazioni e le imprese su come accogliere al meglio coloro che, giungendo da diversi continenti, affrontano il cammino con diverse motivazioni spirituali. Spiritualità non intesa in stretto senso religioso, ma come vita interiore profonda, come un “cammino” di fedeltà ed impegno nelle vicende umane. “Tutti siamo stranieri e ospiti in questa terra, tutti siamo in cammino”: quindi trasmettere alle comunità locali, attraversate dal cammino, il dovere e il piacere dell’ospitalità. Ospitalità intesa come espressione della reciprocità di doni, come convivenza pacifica tra i popoli..
Chi segue un cammino è una persona che non compie solo un tragitto fisico ma sta percorrendo un proprio personale cammino interiore, di fede, spirituale o altro e come tale va rispettato e aiutato anche con semplici gesti ed atti amichevoli. Il Pellegrino dispone di una sorta di “carta” o credenziali così come avveniva nel passato che ne attesta l’intento, lo scopo di viaggio profondo. Accogliere un Pellegrino è quindi un atto di amicizia e sostegno che può essere espresso anche con un semplice gesto: offrire loro un bicchiere d’acqua.

Un’opportunità per i territori
La “Rete”, intende la Via di Francesco come “infrastruttura” di aggregazione e valorizzazione integrata delle realtà culturali e naturalistiche presenti lungo il cammino. Il “telaio” principale in grado di stabilire nuove relazioni culturali e socio economiche, di interscambio tra aree ed elementi di interesse storico, monumentale e naturale, oggi isolati, contrastandone la frammentazione. Quindi, la Via di Francesco come l’elemento riordinatore legante. Un cammino regionale capace di condurre il pellegrino/viandante non solo attraverso il tradizionale percorso ambientale/storico/culturale ma idoneo ad accompagnarlo nei luoghi di produzione e della recettività e ristorazione, attraverso un diretto coinvolgimento nel progetto degli operatori presenti lungo il cammino, contribuendo efficacemente alla valorizzazione turistica del territorio e allo sviluppo di attività e iniziative imprenditoriali locali con possibili ricadute occupazionali. Sensibilizzare quindi le comunità locali, a riconoscersi nel patrimonio di valori legati all’identità e alla storia dei luoghi attraversati dalla Via di Francesco, oggi ridotti spesso a territori a rischio di abbandono, e quasi “rimossi” dalla memoria collettiva, in luoghi capaci di generare una nuova visione strategica di sviluppo sostenibile.
Tale riacquisita consapevolezza dei valori e delle potenzialità dei luoghi, sollecitata da un insieme articolato di iniziative che troverebbero il loro perno attorno alla Via di Francesco, ha lo scopo di dimostrare che i territori coinvolti, intelligentemente gestiti con il coinvolgimento delle popolazioni locali, possono offrire nuove e significative opportunità di sviluppo.

Queste sono le associazioni che aderiscono alla “Rete”