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La “Via di Francesco nel Lazio" percorre la parte  dell’itinerario che il Santo tradizionalmente seguì nel suo viaggio da Assisi a Roma e che attualmente si trova entro i confini della regione. Oggi chi la attraversa come pellegrino può essere motivato dal desiderio di ritrovare il senso della profonda spiritualità e della devozione che  universalmente sono legati alla figura di San Francesco. Ma si può scegliere di percorrere la Via anche per conoscere  - con il ritmo del camminare così connaturato all’uomo - i paesaggi, i luoghi e la storia di un territorio attraversato e abitato da secoli.


La lunghezza totale della Via di Francesco nel Lazio è di circa 100 chilometri,  così suddivisa in sette tappe  di media difficoltà:

  1. Direttrice orientale della Valle Santa Reatina - da Piediluco a Poggio Bustone
  2. Direttrice orientale della Valle Santa Reatina - da Poggio Bustone a Rieti
  3. Direttrice occidentale della Valle Santa Reatina - da Morro Reatino a Greccio
  4. Direttrice occidentale della Valle Santa Reatina - da Greccio a Rieti
  5. Da Terni, Stroncone, Greccio
  6. Da Rieti a Poggio San Lorenzo
  7. Variante Occidentale – Casaprota
  8. Da Poggio San Lorenzo a Ponticelli Sabino
  9. Variante Occidentale – Farfa
  10. Variante Orientale – Moricone, Palombara Sabina
  11. Da Ponticelli Sabino a Monterotondo
  12. Da Monterotondo a Montesacro
  13. Da Montesacro a San Pietro

Nel menu di questa sezione  si trovano i link collegati alle singole tappe; cliccando su ciascuna tappa si aprirà una tendina con varie voci e si potranno conoscere i dettagli e le caratteristiche di ciascuna: la lunghezza totale, i riferimenti dell’inizio e della fine del percorso e la  sua sintesi, le difficoltà, il tempo di percorrenza, il fondo stradale, i dislivelli, la segnaletica, le tappe intermedie, i consigli utili per il pellegrino, i contatti, la mappa.

 

 

 

 

 

“Camminare non vuole dire solo trasferirsi fisicamente da un località ad un’altra nel mondo esteriore. Quando si cammina ci si trova a viaggiare anche nel mondo dell’anima, quello interiore, che conosciamo meno e che è bello scoprire a poco a poco, passo dopo passo.

Per il primo sono richiesti allenamento fisico e preparazione atletica, per il secondo sono utili doti come la curiosità nel cercare, la capacità di ascoltare, la costanza nel perseguire.

In questo modo il Camminare diventa uno strumento potente per leggere e capire quello che c’è scritto nelle pagine di vita che vengono prima e dopo la nostra.

Il Camminare nel mondo esteriore, col passare degli anni, diventa difficile e faticoso, mentre il Camminare nel mondo dell’anima non ha fine e può durare per tutta una vita”.

(Tratto da “Camminando sulla via Francigena. 1.400.000 passi dal Gran San Bernardo a Roma” di Giuliano Mari – Ed.Maria Grazia Bulgarini).

 

I testi descrittivi di queste tappa sono stati estrapolati dal sito www.lemiepasseggiate.it e gentilmente concessi dall'autore Giuseppe Albrizio